
presentazione mostra
PRE-VISIONI
15 Aprile 2009









Comunicato stampa
Palladio dà i numeri: 500 anni, 95.317 ingressi (2.990 dei quali in un solo giorno), 1.800.000 euro di incasso.
E poi: un manifesto 100x70, quello che l’Associazione VAGA Giovani Architetti della Provincia di Vicenza ha affisso – e distribuirà a chi ne farà richiesta – lungo le strade di Vicenza.
Un manifesto polemico, che invita a leggere attentamente tra le righe.
A conclusione del più importante avvenimento dell’anno palladiano, l’Associazione VAGA, con autonomia e libertà, si impegna per il 2009 in un progetto, o per meglio dire un processo, di sensibilizzazione pubblica rivolta a tutte le categorie per discutere pubblicamente del marchio Palladio e del suo indotto.
Per chiederci se Palladio potrà finalmente riposare nella storia della cultura o se dovrà continuare ad essere usato come logo immarcescibile dell'intoccabile città di Vicenza patrimonio dell'Umanità.
Un nome, un personaggio, un brand, un trend, alle cui sacre vestigia sono stati sacrificati 500 anni di architettura vicentina e dedicate centinaia di migliaia di insegne di capannoni, di centri commerciali, di discoteche, di hotel da zero a cinque stelle, di centri benessere, di scale, di controsoffitti a Vicenza, al mare, in montagna: a ciascuno la sua specialità.
Un’azione manifestata pubblicamente sulla base dell'idea che la cultura si trova in piazza, vive e muore con essa, è composta di stratificazioni, azioni sempre differenti e differenze, scarti.
Come la visione di un manifesto appeso, letto, strappato, gettato a terra.
L'Associazione VAGA, Vicenza 30 gennaio 2009
PALLADIO E' MORTO è un'iniziativa culturale dell'Associazione VAGA - Associazione Giovani Architetti della Provincia di Vicenza
Per informazioni http://www.vaga.info/ - info@vaga.info


Il Condominio (High Rise) è un romanzo di fantascienza di James G. Ballard pubblicato nel 1975 ed edito in Italia da Feltrinelli. Il romanzo, ambientato in un nuovo grattacielo costruito in una zona residenziale di Londra, racconta come gli abitanti del condominio a causa di una serie di piccoli blackout e dissidi fra vicini regrediscano sia nei comportamenti che nello stile di vita alla condizione di uomini primitivi.
Il condominio come metafora dell'età contemporanea. Il romanzo si presta a molte interpretazioni anche se lo stesso autore dichiara all'interno del romanzo il suo intento di offrire una metafora dell'età contemporanea: «Al sicuro nella conchiglia del grattacielo, come passeggeri a bordo di un aereo con il pilota automatico, erano liberi di coportarsi in qualsiasi modo volessero, di esplorare le pieghe più oscure della propria personalità. Per molti versi il grattacielo era il perfetto modello di tutto ciò che la tecnologia aveva fatto per rendere possibile l'espressione di una psicopatologia autenticamente libera» (tratto da J.G. Ballard da Il Condominio)
Edizioni
Maledetti architetti, ai posti di comando. Se a un Lemming non viene attribuito nessun comando, esso continuerà a camminare fino a quando non incontra un muro (nel qual caso semplicemente va nel verso opposto) o qualche pericolo mortale (nel qual caso, ovviamente, muore). Se invece a un Lemming sarà attribuito un comando, esso lo eseguirà fino a quando non sarà più possibile proseguire (come gli scalatori o gli scavatori) o fino a quando non muore (Lemming esplosivi).
Altri lemmi. Gli otto possibili comandi, di cui i primi 3 hanno effetto permanente, sono:

Post con-temporanea fonte: Giovanni Nicola Roca, il 27.01.09




Broadacre city, FL Wright 1934Cosa accade agli spazi residuali, con un ritorno di interesse ed attività dell’uomo ?
Governare (il territorio) la mescolanza planetaria della spina ovest, come sommatoria di residui. Risultato di un operazione di sottrazione…isole, enclaves, comparti, indefinite ma ci permettono di leggere il facilmente rinoscibile:
Guy Debord, 1955 (?) "Psychogeographic guide of Paris”Analizzando la presenza di questo elemento verticale si potrebbe riflettere sulla relazione che instaura con l’intorno. Confrontando con altre esperienze/esperimenti/utopie urbane ci si interroghi sull'identità della torre con il vuoto del piazzale a lato e con la presenza degli ex-depositi Domenichelli.


All’interno di “Urban Trans formation”, pubblicazione curata da Ilka ed Andreas Ruby che raccoglie gli atti di un convegno tenutosi a Shanghai nel 2007 dedicato al tema della “trasformazione urbana” si ritrova il contributo di Saskia Sassen, fra i docenti intervenuti, che pone l’attenzione sui limiti teorici dell’intero sistema di rappresentazione occidentale dei fenomeni urbani contemporanei.
Sassen parte dal principio che il termine “urbanity/urbanità” sia troppo caricato da ciò che la visione occidentale pone come premessa a quello che lo spazio pubblico è/o dovrebbe essere e che fa rilevare nelle agglomerazioni urbane sparse per il mondo la mancanza di peculiarità, qualità e senso in ciò che si pensa debba contenere l’idea di “urbanità”.
Viene introdotto quindi un nuovo termine, cityness, che “suggerisce la possibilità che ci siano tipologie di urbanità che non rientrano nella definizione teorica sviluppata in occidente” ma che colgono qualcosa che altrimenti andrebbe perduto poiché i molteplici elementi che definiscono un contesto urbano possono produrre molto di più della somma delle loro parti individuali, un surplus che apre definitivamente ad un concetto di urbanità esteso ad un’ampia casistica di esempi empirici.
In particolare Sassen pone l’attenzione sulla “intersezione delle differenze” ovvero sulla sovrapposizione di fenomeni apparentemente inconciliabili che in realtà portano alla formazione di nuove soggettività ed identità urbane; il Midtown di Manhattan durante il “lunchtime” ne è un esempio,poiché l’esperienza visiva dell’architettura neutrale, ingegneristica degli edifici direzionali è congiunta all’esperienza dell’odore di carne alla griglia dei venditori immigrati ambulanti; e questo inoltre non descrive necessariamente la contrapposizione di due mondi autonomi e distinti poiché anche i professionisti del Midtown usano servirsi del servizio take-away come i turisti o i subalterni. Questo nuovo carattere urbano, scaturito dall’incontro di due mondi differenti produce ciò che Sassen chiama Cityness e trova il suo svolgimento, temporaneo o prolungato, delimitato o esteso nello spazio pubblico che non è più la rappresentazione di ciò che dovrebbe essere ma di ciò che si dovrebbe fare; tale visione pone il problema non più e non solo in termini di forme urbane o di design ma di attività ed usi che possono essere anche non facilmente leggibili e che forse incrementano una generale percezione di disordine, caos ed inefficienza ma che tuttavia portano a registrare le trasformazioni, le dinamiche urbane in atto e a scoprire quindi, valorizzandolo, tutto il potenziale creativo che fra gli interstizi urbani viene accumulato.
Io penso che l’utilizzo di nuovi strumenti di analisi, l’adozione di un nuovo parametro di lettura dei fenomeni urbani un po’ più aderente alle stratificazioni di caos apparentemente senza senso della città contemporanea e ricollegate da Sassen nel concetto di cityness, possa indicare una strategia di metodo molto utile per il caso di Vicenza ed in particolare per l’area di Spina ovest, dove le “intersezioni di differenze”, basti pensare all’asse di Viale Milano, raggiungono un livello di visibilità quasi sorprendente.
Penso quindi che potrebbe valere la pena fare una mappatura di questi indicatori di cityness, provando a capire cosa si produce in termini di uso pubblico e come tali attività si riflettono nello spazio attorno.