sabato 31 gennaio 2009

VAGA MENTE



vagapuntoinfo.wordpress.com

Nacque anche il BLOG dell'Associazione VAGA! VAGApuntoINFO.
Nacque per discutere insieme di Architettura e, in questo -quel- momento, con la ferma volontà di non prendere una posizione per il SI (favorevole al progetto della costruzione di una nuova base americana presso l'Aereoporto Civile “DAL MOLIN”) o per il No (dunque contrario alla predetta), ma solamente il forte interesse per un confronto sulle architetture della “ragione”, e principalmente di architetture della nostra Regione, quanto mai oggi al centro delle cronache e dei più alti interessi sociali, politici, militari ed economici d'Italia.

A partire dalle sole immagini allegate relativi agli schizzi tridimensionali delle progettate strutture militari presso l'Aereoporto “Dal Molin” di Vicenza, si vuol provare a parlare di Archi-Letture (leggasi e dicasi sempre Architettura), per discernere, scolpire, scalfire, evidenziare, correggere, suggerire soluzioni ad evidenti problemi di soluzioni tanto puramente formali, quanto stilistiche, naturali, locali, storiche, funzionali, di metodo, con la forza etica, professionale ed appassionata di pensare, condividere o meno posizioni digitando su una tastiera.

Solo architettura! Chi vuol partecipare oggi?

venerdì 30 gennaio 2009

mente locale

segnalo una lettura interessante che abbiamo preso in considerazione nel nostro gruppo:

Franco La cecla, "Mente locale - per un'antropologia dell'abitare", Elèuthera editrice

riporto la sintesi
Che cosa accomuna lo scrittore che parla della sua città all'immigrato che si ambienta in una nuova realtà, l'indigeno indonesiano che vede nella struttura del proprio villaggio il riassunto del mondo all'abitante di un cortile nella Palermo dell'800? Una competenza, una facoltà umana che si acquisisce con l'abitare e che Franco La Cecla ci invita in questo libro a chiamare "mente locale". 
In un excursus che va dalle mappe mentali dei pescatori siciliani alle poesie di Borges su Buenos Aires, dalle divinità indiane dei confini alle descrizioni di Parigi da parte di Perec viene fuori una dimensione inedita di qualcosa che c'è a tal punto familiare da non rendercene conto. Il nostro abitare è un'attività di conoscenza e di frequentazione dello spazio che ci circonda, un'attività pari per ricchezza ed implicazioni a quella del linguaggio. La "mente locale" è una conversazione ininterrotta tra la nostra presenza e quella dei luoghi. Franco la Cecla ci propone qui di ridarle la dignità che questa conversazione merita.

emergerà?











Alfredo Jaar, "Emergency" 1998, 750x700x90 cm

The work of Alfredo Jaar (Santiago del Chile,1956) has a hard critical edge. During his travels through Latin America, Africa and Asia he has investigated such problems as the imbalance between developed and underdeveloped nations, and military conflicts, their causes and effects. He likewise reflects on the infrahuman conditions to which some of these social strata and occupational sectors are subjected to. Jaar does not adopt a combative attitude when exploring the factors that give rise to these situations; rather, he arms himself with poetic in order to raise the awareness of the collective subconscious.

PALLADIO È MORTO.


Comunicato stampa

Palladio dà i numeri: 500 anni, 95.317 ingressi (2.990 dei quali in un solo giorno), 1.800.000 euro di incasso.

E poi: un manifesto 100x70, quello che l’Associazione VAGA Giovani Architetti della Provincia di Vicenza ha affisso – e distribuirà a chi ne farà richiesta – lungo le strade di Vicenza.

Un manifesto polemico, che invita a leggere attentamente tra le righe.
A conclusione del più importante avvenimento dell’anno palladiano, l’Associazione VAGA, con autonomia e libertà, si impegna per il 2009 in un progetto, o per meglio dire un processo, di sensibilizzazione pubblica rivolta a tutte le categorie per discutere pubblicamente del marchio Palladio e del suo indotto.
Per chiederci se Palladio potrà finalmente riposare nella storia della cultura o se dovrà continuare ad essere usato come logo immarcescibile dell'intoccabile città di Vicenza patrimonio dell'Umanità.
Un nome, un personaggio, un brand, un trend, alle cui sacre vestigia sono stati sacrificati 500 anni di architettura vicentina e dedicate centinaia di migliaia di insegne di capannoni, di centri commerciali, di discoteche, di hotel da zero a cinque stelle, di centri benessere, di scale, di controsoffitti a Vicenza, al mare, in montagna: a ciascuno la sua specialità.
Un’azione manifestata pubblicamente sulla base dell'idea che la cultura si trova in piazza, vive e muore con essa, è composta di stratificazioni, azioni sempre differenti e differenze, scarti.
Come la visione di un manifesto appeso, letto, strappato, gettato a terra.

L'Associazione VAGA, Vicenza 30 gennaio 2009

PALLADIO E' MORTO è un'iniziativa culturale dell'Associazione VAGA - Associazione Giovani Architetti della Provincia di Vicenza

Per informazioni http://www.vaga.info/ - info@vaga.info

ENVIRONMENT



Come osare con un’architettura che non sarà necessariamente un edificio, ma un ambiente?

“Quando state cercando la soluzione a quello che vi è stato detto essere un problema architettonico, ricordate che potrebbe non essere un edificio”.

“La città deve corrispondere all’immagine che di essa hanno le persone che la vivono ed essere quindi creata – com’è – dalla vita che si svolge al suo interno”.

Peter Cook e Ron Herron, ARCHIGRAM.

giovedì 29 gennaio 2009

Loop infinito



PETER BJORN AND JOHN
YOUNG FOLKS


Genere: Musicale
Durata: 04:43

If i told you things i did before
told you how i used to be
would you go along with someone like me
if you knew my story word for word
had all of my history
would you go along with someone like me

i did before and had my share
it didn't lead nowhere
i would go along with someone like you
it doesn't matter what you did
who you were hanging with
we could stick around and see this night through

and we don't care about the young folks
talkin' 'bout the young style
and we don't care about the old folks
talkin' 'bout the old style too
and we don't care about their own faults
talkin' 'bout our own style
all we care 'bout is talking
talking only me and you

usually when things has gone this far
Young Folks Lyrics
people tend to disappear
no one will surprise me unless you do

i can tell there's something goin' on
hours seems to disappear
everyone is leaving i'm still with you

it doesn't matter what we do
where we are going too
we can stick around and see this night through

and we don't care about the young folks
talkin' 'bout the young style
and we don't care about the old folks
talkin' 'bout the old style too
and we don't care about their own faults
talkin' 'bout our own style
all we care 'bout is talking
talking only me and you

and we don't care about the young folks
talkin' 'bout the young style
and we don't care about the old folks
talkin' 'bout the old style too
and we don't care about their own faults
talkin' 'bout our own style
all we care 'bout is talking
talking only me and you
talking only me and you

talking only me and you
talking only me and you

martedì 27 gennaio 2009

Lettura d'alta quota

Il Condominio (High Rise) è un romanzo di fantascienza di James G. Ballard pubblicato nel 1975 ed edito in Italia da Feltrinelli. Il romanzo, ambientato in un nuovo grattacielo costruito in una zona residenziale di Londra, racconta come gli abitanti del condominio a causa di una serie di piccoli blackout e dissidi fra vicini regrediscano sia nei comportamenti che nello stile di vita alla condizione di uomini primitivi.
Si racconta di un film tratto da questo romanzo. Diretto da Vincenzo Natali, in lavorazione, doveva uscire nel 2008.

Trama Il grattacielo sembra offrire ai condomini tutte le comodità della vita moderna: piscine, una scuola, un supermercato, ascensori ad alta velocità. Allo stesso tempo però l'edificio sembra essere stato progettato per isolare gli occupanti creando un loro microcosmo a parte che rispecchia alla perfezione il mondo esterno. Una serie di piccoli blackout e dissidi tra vicini iniziano però a incrinare i rapporti fra i condomini, risvegliando pian piano la violenza repressa e l'odio di classe delle persone. Il condominio si inizia ben presto a dividere in gruppi a seconda della classe sociale e del piano dell'appartamento. Infatti questi due aspetti sono collegati all'interno del palazzo: i semplici lavoratori ai piani bassi, la media borghesia nei piani intermedi e i ricchi professionisti nei lussuosi appartamenti in cima. Dopo le prime scaramucce la situazione degenera velocemente fino a trasformarsi in un'orgia di violenza. Presto le battaglie sono combattute in tutto il palazzo. Gli abitanti cercano di occupare gli ascensori, unica via di comunicazione dell'edificio, smettendo di uscire definitivamente dal complesso. Tutti i condomini vengono coinvolti in un mondo di violenza primordiale nel quale cessano di aver significato le leggi della società civile per tornare alla legge preistorica del più forte.

Protagonisti I tre protagonisti, Royal, Laing e Wilder sono tre tipici esemplari delle classi a cui appartengono:
Royal, il ricco architetto che ha creato il palazzo e vive in cima disprezzando il comportamento delle classi inferiori.
Laing, il giovane medico appartenente alla ricca borghesia che non ha mai curato un paziente, che cerca solo la tranquilla sopravvivenza sua e delle sue donne senza interessarsi a quello che succede nel resto del condominio.
Wilder, ansioso di riscattare le sue umili condizioni e di sfidare Royal per la supremazia nel palazzo.

Il condominio come metafora dell'età contemporanea. Il romanzo si presta a molte interpretazioni anche se lo stesso autore dichiara all'interno del romanzo il suo intento di offrire una metafora dell'età contemporanea: «Al sicuro nella conchiglia del grattacielo, come passeggeri a bordo di un aereo con il pilota automatico, erano liberi di coportarsi in qualsiasi modo volessero, di esplorare le pieghe più oscure della propria personalità. Per molti versi il grattacielo era il perfetto modello di tutto ciò che la tecnologia aveva fatto per rendere possibile l'espressione di una psicopatologia autenticamente libera» (tratto da J.G. Ballard da Il Condominio)
Oltre all'aspetto della lotta di classe l'altro aspetto analizzato da Ballard è la violenza repressa che è insita nella società moderna ed è pronta a esplodere annullando tutte le conquiste tecnologiche e sociali per riportare l'umanità allo stato animalesco.



Edizioni
James Graham Ballard, High Rise, 1975.
James Graham Ballard, Condominium, collana Urania n° 707, Mondadori, 1976.
James Graham Ballard, Il Condominio, collana Universale economica Feltrinelli 1755, traduzione di Paolo Lagorio, 2003, pp. 192.

(con citazione di fonte
http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Condominio)

cosa cambiare. come cambiare.

video

un esempio di come un luogo con una destinazione univoca può trasformarsi inaspettatamente
SORPRESA.

POSTARE E’ COME IMPOSTARE.

Un progetto, un pensiero, un discorso…

Tipo. A seguito degli incontri intercorsi tra tutti Noi e la Docenza (F. Albanese + L. Mansilla), mi permetto di segnalare a stimolo/perfezionamento/completamento/approfondimento/altro ALTRI-LEMMI (non altri, altrimenti) già consegnati e descritti, quanto dal sottoscritto sottolineato su quaderno con mano concitata.

Quanto non mio invece è stato rubato e scansionato (con-citata fonte).


NATURA: il Tempo è misurato attraverso la Natura, e l’Architettura è la “Scienza” che sottintende alla logica della Natura. Vero, falso? Forse è vero che la Natura risponde (nelle sue azioni) alla formula Spazio/Tempo (condizioni spaziali/spazio temporali).

EVEREST: è sinonimo di Babele. Metafora, espressione di differenze (di quote, persone, concetti), luogo dove il verbo è “vera parola” (in lingua-lingue-linguaggi: espressioni universali).
Vicenza futura città delle torri? In passato solo “città delle cento torri”. Oggi?

MIXITE’: odori, sapori, flussi (ferrovia, altro, altri, …). Quali, quanti? Dove? In un mercato, ad esempio. E poi? Nel recupero e disegno di un altro skyline, una diversa morfologia; in analogia creando interferenze, musica, brusii … sistemi, possibilmente di contaminazione: in un Centro Culturale, in una Biblioteca, un Asilo, un Centro di informazione e formazione “per migranti”. Egalitè!

VERSUS: No alla ghettizzazione. Ovviarlo e non avviarlo: relazioni contro.

LEMMINGS versus LEMMI: Lemmings è il titolo di un celebre
videogioco rompicapo, creato originariamente per Amiga nel 1991 dalla software house DMA Design (per la quale è ricordato come il maggior successo editoriale in assoluto) e pubblicato dalla Psygnosis.

A cosa ci ispireremo come architetti? L'idea alla base del gioco ha avuto origine nella nota “
leggenda metropolitana” (diffusa da un documentario prodotto dalla Disney) secondo cui i Lemming nei periodi di carestia si ucciderebbero gettandosi in massa da un dirupo per evitare la sovrappopolazione delle aree da loro abitate. I game designer si sono ispirati a questo concetto, capovolgendolo però totalmente: anziché aiutare gli animaletti a uccidersi, compito del giocatore sarebbe stato evitare che gli esserini, tanto innocui quanto stupidi, andassero incontro a morte certa e raggiungessero incolumi l'uscita del livello. Gli sprite del gioco però non hanno nulla a che fare con i piccoli roditori del mondo reale, ma sono disegnati come esserini bipedi dotati di capelli verdi, carnagione rosea e un camicione blu. Nelle cover art delle confezioni del gioco e nelle altre illustrazioni presenti sulla scatola e nel gioco si può notare anche come le loro facce siano sprovvisti di tutti i connotati che non siano gli occhi e le loro mani e piedi non abbiano dita.

Game play – Game over. Viale Milano, la città di Vicenza, Noi (30+3): sopravviveremo alle Pre-Visioni di? Come detto lo scopo del gioco è trarre in salvo i Lemmings dalle situazioni spiacevoli in cui si possono cacciare, come cadere nei baratri, affogare nell'acqua o nella melma, venire bruciati, affettati, schiacciati e molto altro, e nel contempo cercare di dirigerli verso l'uscita del livello in corso. Per fare questo il giocatore non ha alcun controllo sugli elementi del paesaggio, ma deve invece sfruttare le abilità che ogni Lemming può imparare per fare in modo che gli altri seguano una strada sicura che li condurrà al termine del livello. I Lemmings cadono da un'apertura che si forma in un punto qualsiasi del livello: il giocatore non ha alcun controllo su questo fatto, a parte decidere con che frequenza essi debbano scendere dall'apertura. In sintesi, prima che inizi ogni livello una schermata informa su quanti Lemming entrino nel livello, quanti ne debbano essere salvati perché il livello sia considerato finito, quanto tempo si abbia a disposizione e quale sia la frequenza prestabilita del livello. Questo fattore è importante perché, se l'entrata è piazzata in una posizione sicura (come al di sopra di una camera senza uscita né trappole), i Lemming possono essere fatti scendere a volontà (anche se averne troppi in una volta sullo schermo può risultare confusionario), mentre se, per esempio, c'è un burrone immediatamente vicino al punto in cui i Lemmings entrano nel livello si vorrà evitare che ne finiscano dentro troppi. Va detto però che non si può mai far scendere la frequenza al di sotto del valore prestabilito per quel livello. I primi livelli sono di solito composti da una sola schermata, ma più avanti saranno composti anche da numerosi schermi in lunghezza; comunque è possibile mettere in pausa in qualunque momento per studiare con attenzione la morfologia del livello e decidere quali mosse fare compiere ai Lemmings. A ciascuno di essi infatti può essere attribuita una capacità che può sfruttare per risolvere il livello: per esempio, i Lemmings scavatori apriranno una via di fuga per i compagni, mentre i costruttori potranno costruire una scala per raggiungere punti inaccessibili. La difficoltà del gioco è data dal fatto che queste abilità non sono infinite (almeno non in tutti i livelli) e possono essere distribuite fra i Lemmings in numero molto limitato. Per di più basta far eseguire al Lemming un'azione nel luogo sbagliato o al momento sbagliato e questa non verrà compiuta, spesso vanificando il completamento del livello, soprattutto nei livelli avanzati di difficoltà dove le abilità sono praticamente contate.







Maledetti architetti, ai posti di comando. Se a un Lemming non viene attribuito nessun comando, esso continuerà a camminare fino a quando non incontra un muro (nel qual caso semplicemente va nel verso opposto) o qualche pericolo mortale (nel qual caso, ovviamente, muore). Se invece a un Lemming sarà attribuito un comando, esso lo eseguirà fino a quando non sarà più possibile proseguire (come gli scalatori o gli scavatori) o fino a quando non muore (Lemming esplosivi).

Altri lemmi. Gli otto possibili comandi, di cui i primi 3 hanno effetto permanente, sono:
Scalatore: il Lemming si arrampicherà su ogni muro che incontra.
Paracadutista: il Lemming scenderà dolcemente da ogni grande altezza con un
paracadute, anziché spappolarsi al suolo come accadrebbe normalmente.Un Lemming contemporaneamente scalatore e paracadutista viene etichettato come atleta.
Bloccatore: il Lemming si fermerà sul posto impedendo ogni movimento in quella direzione agli altri Lemmings. Utile per sbarrare la strada prima di un pericolo.
Esplosivo: il Lemming si autodistruggerà dopo 5 secondi scavando il terreno intorno a lui. Prima di esplodere grida un caratteristico verso simile a "oh, no!" che ha dato il nome anche alla prima espansione del gioco.
Costruttore: il Lemming farà comparire dei gradini con cui costruirà una scala (con un'angolazione di circa 30 gradi). Di solito gli scalini sono 12 e un effetto sonoro avverte il giocatore di quando stanno per terminare.
Perforatore: il Lemming scaverà orizzontalmente attraverso un muro. Se l'azione viene attribuita quando il Lemming non è nelle immediate vicinanze di un muro, essa andrà sprecata.
Scavatore: il Lemming scaverà verticalmente attraverso il terreno.
Minatore: il Lemming scaverà in diagonale attraverso il terreno.


Esistono altri comandi che non vengono attribuiti ai Lemmings:
Pausa: il livello si immobilizza e il giocatore può riflettere con calma su come procedere.
Autodistruzione: se il giocatore si trova in una situazione senza uscita, cioè in cui i Lemmings non possono morire ma nemmeno raggiungere l'uscita, e non vuole aspettare che il tempo a disposizione scada, oppure se la quota minima di Lemmings da salvare è già stata raggiunta ma sullo schermo ne rimangono altri che non possono essere salvati, premendo questo pulsante tutti i Lemmings si trasformano direttamente in Lemming esplosivi terminando così il livello.



citati fonts:
http://it.wikipedia.org/wiki/Lemmings)


FORMA: Formazione e informazione. Formazione è informazione. Azione. L’azione è nell’intensità delle relazioni (racconti, raccolta, cultura, colture) che si potranno istituire, con “metodo, controllo, qualità sensibili”. Sensibile e sensibilizzazione, comprensione e compressione: stabilire un equilibrio economico e sociale.

MERCATO: esiste mercato e mercato; ortofrutticolo, alta finanza, … L’economia dovrà essere legata alle funzioni da portare. Conti e racconti. Insediare un “mercato generale” cui possa contrastare “altri mercati” (illegale vs. finanzia di guardia). E’ giusto regolarizzare una città nata spontaneamente? La città è “umanamente” meccanismi e tecnica. La tecnica è portata a massimo esempio nell’idea di struttura. Da accentuare la strutturazione metropolitana Vicenza è città da dedicare a diffusi esempi, significativi, comunicativi, potenzialmente attrattori: contenitore di cultura e culture. In due parole: Attrazione contro Astrazione. La “città presente” potrà esistere ancora solo se si “estende” la sua attrazione.

ESTENSIONE: stendere/estendere. “Steso al suolo! comunica distanza”. IL DAL MOLIN E’ RASO AL SUOLO. Sulla città è stata stesa una coperta.

COPERTA/COPERTURA/PIENO: nella grammatica architettonica è “OGGETTO”. Costruito (e demolito) o percepito tale. Esiste un velo di sospetti (è pur sempre una coperta!). Una grammatica scritta ed una non: ad essa si darà continuità con l’insediamento. Come trovare una soluzione? Non un semplice tampone!




TRA/IN: dobbiamo approfittare della Geografia! È definizione del vuoto: tra ON e Off. L’esercizio è nella “mistura”. Il vettore è cercare delle soluzioni possibili, opportunità fattibili, strategie per arrivare a fare, e dare un nuovo senso di città, alla città, per contrastare il non-senso.

(con-citata fonte: Luis Mansilla)





INTRA/TRA: Metropoli “inconsapevole”… E’ definitivo il suo carattere. L’inconsapevolezza è diffusa. La città non ha (e/o nasconde) la sua consapevolezza. Bisogna andare oltre! Bisogna rendersi consapevoli. Bisogna assumersi la responsabilità, relazione complessa di saperi. Il sistema sociale è anche “struttura di mutualità”. Io necessito dell’altro, quanto l’altro necessita di me.

(con-citata fonte: Flavio Albanese)



MUTUALITÀ: Mutualità è rispetto reciproco: saperi e sapori. Un MUTUO è necessità. Non esiste un processo, anche tale, se non risponde a requisiti economici.

AREE D’ORO: azioni di misura. Azionarie e Re-azionarie.

AREE URBANE: Urbis presente. Porre attenzione al metodo, allo zoning, all’economia urbana, alle questioni del suolo (e del sottosuolo - aree ipogee).

AREE IPOGEE: Urbis futura. Atomica. Mica male!

INTRAVVEDERE: Intravedo “metaforiche sezioni sinusoidali” fatte di architettura naturali con artificiali azioni di sterro e riporto (CLS armato miscelato con acqua di fiume, verde “armato” e verdi naturali). Percezioni – illusioni – e allusioni ad una geografia urbanistica e geografia urbana modificata. In ampio contrasto ad una città mortificata. Recuperando il passato (memoria, architettura e natura) per recuperare se stessi e la contemporaneità.

Post con-temporanea fonte: Giovanni Nicola Roca, il 27.01.09

mercoledì 21 gennaio 2009

lamec as a squat


vorrei sensibilizzare/aizzare i miei colleghi più punks sul tema dell'utilizzo/uso dello spazio Lamec durante orari non ortodossi. magari riuscendo a corredare la nostra neuromantica presenza di gadgets utili al bivacco. fornellini a gas? goniometri? set saprofiti? enjoy!

NB. purtroppo, including me, pochi interventi sul blog queste 2 settimane...

domenica 18 gennaio 2009

Interviste viale milano 14.12.08

accanto al lavoro video di Piero inserisco la trascrizione delle interviste fatte con Flavio Gilberti e Marco Zorzanello domenica 14 dicembre 2008 ad alcune persone nella zona di Viale Milano. Era nostra intenzione fare registrazioni video delle interviste ma nessuno l'ha concesso. Da segnalare anche che gli unici a concedere l'intervista fra i tanti stranieri interpellati sono stati 2 bengalesi.
domande:
1 Vive a Vincenza? In quale zona?
2 Da quanto?
3 Qual è la percezione che ha di Viale Milano?

4 Pensa di rimanere a vivere a Vicenza?


_
Laura/studentessa dottorato di ricerca, circa 25 anni, intervistata sul portone di un palazzo di Viale Milano
1 si
2 da sempre
3 sempre più degrado, 40 anni fa ritiene che fosse un bel quartiere ora vi è un’alta % di stranieri (per la maggioranza neri) che fanno risse, spaccio

4 si, ci abitano i suoi genitori

_ Signora italiana
/ barista di Viale Milano, circa 45 anni, intervistata all’interno del bar
1
no, fuori a Povolaro vissuto in passato a Vicenza nel quartiere San Biagio
2 lavora da 6 mesi in quel bar
3 squallida, fino a 10 anni fa buona ma poi sono arrivati gli extracomunitari;

4 in futuro non ha intenzione di ritornare ad abitare a Vicenza che ritiene non avere nessuna attrattiva

_Signore bengalese/ attività sconosciuta, circa 45 anni,intervistato all’interno di un bar di soli stranieri vicino a viale Napoli
1 si
2 da qualche tempo, prima era a Bologna
3 non buona, “sindaco, prefetto ci considera bestie”, difficoltà a comunicare in italiano

4 non sa

_
Signore bengalese/ attività sconosciuta, circa 35 anni,intervistato per strada
1 si
2 da 7 anni con la famiglia
3 “il traffico e la politica sono un problema” ma lui dichiara di non aver problemi nella vita di tutti i giorni, perché è interessato solo al lavoro ed alla casa

4 si

_
Signora italiana/ pensionata, circa 75 anni, intervistata per strada
1 si in Viale Milano, 14
2 da sempre
3 problemi da quando hanno aperto un negozio di Kebab sotto casa sua, confusione fino a tardi

4 si

sabato 17 gennaio 2009

Interviste Notturne

aggiungo anche il contributo dei "vialemilanesi" che ne sanno più di noi su come si vive in viale Milano, lascio a voi le considerazioni, forse con qualche sorpresa...

video

giovedì 15 gennaio 2009

Stream of consciousness/terzo paesaggio/Sopralluoghi

Segnalo di aver caricato sul server del comune, sotto riflessioni, le panoramiche relative alle aree Ex Zambon , Ex Domenichelli e una vista dal ple della Vittoria di Monte Berico. Sono a bassa risoluzione, se vi servono psd basta chiedere.




Seguono alcune riflessioni un pò estemporanee, per ora non seguono un filo conduttore chiaro, sono suggestioni che butto in pasto nel blog. Siate comprensivi se vi paiono fuori tema... :P


Osservando la struttutura reticolare di copertura alle ex Domenichelli, mi è venuto in mente il progetto di Cedric Price al Regents Park di Londra, “Zoo Aviary”, 1960-63. Come struttura in un parco per definire una riserva , spazio chiuso per incoraggiare fenomeni di endemismo (fenomeno per il quale alcune specie animali o vegetali sono esclusive di un dato territorio).





Mi domando se si possa eventualmente concepire un luogo di ibridazione tra natura e artificio in questa area della città: operazione di puzzle tra tessere di città e tessere di campagna?

Broadacre city, FL Wright 1934

Cosa significa portare e/o preservare la biodiversità in città? Dove è sostenibile la destinazione di insiemi primari e riserve in convivenza di un tessuto antropizzato?

Cosa accade agli spazi residuali, con un ritorno di interesse ed attività dell’uomo ?

Governare (il territorio) la mescolanza planetaria della spina ovest, come sommatoria di residui. Risultato di un operazione di sottrazione…isole, enclaves, comparti, indefinite ma ci permettono di leggere il facilmente rinoscibile:

Guy Debord, 1955 (?) "Psychogeographic guide of Paris”

TORRE EVEREST:







Analizzando la presenza di questo elemento verticale si potrebbe riflettere sulla relazione che instaura con l’intorno. Confrontando con altre esperienze/esperimenti/utopie urbane ci si interroghi sull'identità della torre con il vuoto del piazzale a lato e con la presenza degli ex-depositi Domenichelli.













Corviale, Mario Fiorentino, 1972 Roma














Luigi Carlo Daneri, Genova- quartiere forte quezzi, 1956






















Di Salvo, Quartiere Scampia a Secondigliano/Napoli, 1962-75















Plattenbau a Berlino

mercoledì 14 gennaio 2009

LEMMARIO (POSSIBILE) PER UNA CITTA’ NATURALIZZATA

PREMESSA:

Possiamo immaginare Vicenza come una enorme foresta in cui proliferano le forre, i salti d’acqua, i rovi, le erbacce, le talpe, i topi, i conigli?
Possiamo pensare che questi luoghi, lasciati liberi dalle pianificazioni urbanistiche, riconquistati dalla natura, possano essere spazi per l’abitare dell’uomo e per un progetto architettonico?
Possiamo distinguere (e siamo autorizzati a farlo?) progetto architettonico ed esperimento biologico?
L’esercizio mentale è quello di rappresentarci una formula nuova di città: una città che non diventa l’alternativa alla campagna: la compenetrazione tra natura e tecnica, tra ambiente e cultura.
Come ogni esperimento, anche questo comporta una speculazione, l’assunzione di un rischio.
Una speculazione, un rischio, pretendono una mutazione del modo di pensare. Per questo motivo è necessario fare un passo supplementare e lavorare sul lessico, resettando e manipolando lemmi esausti, speculando sul linguaggio e decostruendo le nostre categorie.


ABITARE:

Abitare una città, un paesaggio o un territorio è un modo sentimentale ed esistenziale di occupare uno spazio fisico. Abitare ha a che fare con la natura: un fine che usa la tecnica come mezzo.
Abitare un ambiente è diverso da: costruire, pianificare, tracciare, misurare altezze.
Questi paradigmi, associati normalmente all’abitare, dipendono dall’equivoco architettonico che identifica, in maniera arbitraria, la tecnica con la vita e inverte la genesi di mezzi e fini.
Lemmi correlati: ESPERIMENTO, RISCHIO AMBIENTALE, SAPROFITISMO, SPECULAZIONE.



BIODIVERSITA’:

la foresta, la selva, il bosco e la citta’ naturalizzata (non distinta da questi luoghi “naturali”) sono centri di proliferazione della biodiversita’.
La biodiversità non si riferisce solo alla co-esistenza di organismi di animali e vegetali ma anche alla con-presenza di modelli diversi residenza e di sussistenza.
Lemmi correlati: ABITARE, BOSCO, CITTA’ NATURALIZZATA, RISCHIO AMBIENTALE, SAPROFITISMO, STRUTTURE PROVVISORIE



BOSCO:

insediamento residenziale dell’abitare e della biodiversità. Luogo del romanticismo e della fertilità anarchica, il bosco crea pericoli, minaccia agguati accoglie (“ritrovarsi in una selva oscura”), ma anche conserva, nasconde, produce risorse. Spazio della possibilità pura, il bosco è un ambiente saprofita: senza schemi fissi ed in continua evoluzione.
Lemmi correlati: RISCHIO AMBIENTALE, SAPROFITISMO, STRUTTURE PROVVISORIE, VIRUS



CITTA’ NATURALIZZATA:

La città come dovrebbe essere: invasa, gestita, contaminata dalla natura. Paradigma della C.N.: abbandonare i programmi egemonici sullo spazio e lasciare che la natura risemantizzi il territorio.
La città naturalizzata, ricostituita e traslitterata nella sua forma ambientale, sarà capace, a quel punto, di gestire la speculazione architettonica?
Lemmi correlati: ABITARE, BIODIVERSITA’, ESPERIMENTO, RESIDUO, RISCHIO AMBIENTALE, SAPROFITISMO, STRUTTURE PROVVISORIE.



ESPERIMENTO:

La conversione della città pianificata in città naturalizzata è un esperimento abitativo. Esperimento equivale a progetto, ma in un senso ridefinito rispetto all’uso abituali. Pro-getto non come pianificazione matematica del futuro ma come esperienza uno spazio-tempo pieno di possibilità.
La procedura sperimentale è agile, flessibile ed ibrida, e quindi capace di accettare i rischi e di rispondere al caso ridefinendosi continuamente.
Lemmi correlati: ABITARE, CITTA’ NATURALIZZATA, RISCHIO AMBIENTALE, SAPROFITISMO, SPECULAZIONE, STRUTTURE PROVVISORIE, VIRUS.



ORGANISMI INFESTANTI:

sono gli esseri viventi che una volta insediati su un territorio lo occupano, lo vivono, lo trasformano e vi proliferano e vi muiono in un ciclo biologico che produce significati territoriali.
Lemmi correlari: ABITARE, BIODIVERSITA’, ESPERIMENTO, RESIDUI, SAPROFITISMO.



RESIDUI:

non esiste la categoria “residuo” nel senso di “rifiuto”, elemento da negare. Gli elementi di scarto e di residuo sono mezzi potenziali in attesa di diventare fini. La logica saprofita, ad esempio, si accanisce a smontare e rimontare i sistemi delle relazioni fisiche e sociali creando sistemi ecoambientali nuovi partendo da elementi pre-esistenti.
Lemmi correlati: CITTA’ NATURALIZZATA, RISCHIO AMBIENTALE, SAPROFITISMO, SPECULAZIONE, STRUTTURE PROVVISORIE, VIRUS



RISCHIO AMBIENTALE:

Ogni trasformazione comporta un infezione virale, ogni cambiamento radicale vuole l’assunzione di un rischio. Il rischio ambientale consiste nella trasformazione simbiotica e reciprocamente infettiva della città in natura e della natura in città. Perché non rischiare che la città diventi ambiente?
Lemmi correlati: ABITARE, ESPERIMENTO, BIODIVERSITA’, RISCHIO AMBIENTALE, SAPROFITISMO, SPECULAZIONE, STRUTTURE PROVVISORIE, VIRUS



SAPROFITISMO:

Si dice saprofita quell'organismo che vive della manipolazione decostruttrice di materiali già esistenti. Mediante il recupero e la lavorazione di materia residua, gli organismi saprofiti producono contesti ecoambientali viventi dove prima non c'erano. Adottando questo approccio, il luogo cartesiano dell'architettura si sposta dalla produzione e dall'accumulo all'intercettazione e alla trasformazione degli oggetti e dei concetti già presenti nel nostro ambiente, con lo scopo di creare soluzioni e contesti non ancora pensati né sperimentati.
Lemmi correlati: ESPERIMENTO, BIODIVERSITA’, ORGANISMI INFESTANTI, SPECULAZIONE, STRUTTURE PROVVISORIE, VIRUS.



STRUTTURE PROVVISORIE:

l’archiettura si insedia nella natura attraverso strutture provvisorie.
La provvisorietà come alternativa positiva all’eternità: tutto dura fina
a quando serve, per poi essere re-immessa nel circuito della trasformazione
naturale, messa a disposizione della macchina della natura e della logica del
rischio e della speculazione.
Lemmi correlati: ESPERIMENTO, BIODIVERSITA’, ORGANISMI INFESTANTI, SPECULAZIONE, STRUTTURE PROVVISORIE, VIRUS.



SPECULAZIONE:

la speculazione come riflessione sull’abitare e come forzatura selvaggia della natura attraverso il rischio. Posso costruire un edificio nel bel mezzo di un bosco? Posso azzardare la speculazione laddove operano potenti meccanismi saprofiti? Lemmi correlati: ABITARE, ESPERIMENTI, STRUTTURE PROVVISORIE, VIRUS.



VIRUS:

il virus non è solo un parassita che distrugge ma, anche da un punto di vista biologico, è un elemento che introduce disordine nel sistema e produce nuove serie concatenate e nuovi sistemi di comunicazione. La logica virale è necessaria all’organismo sano per accelerare i processi di mutazione e per diversificare il proprio sistema relazionale.
Lemmi correlati: ESPERIMENTO, BIODIVERSITA’, ORGANISMI INFESTANTI, RISCHIO AMBIENTALE, SAPROFITISMO; SPECULAZIONE, STRUTTURE PROVVISORIE.

venerdì 9 gennaio 2009

about complexity


Vorrei anche io, in ultimo, segnalare un articolo interessante, trovato sulla rivista torinese Cluster, N.7, scritto da Michael Batty, dal titolo:
GENERATING CITIES FROM THE BOTTOM UP: USING COMPLEXITY

di seguito il link, che mi permette di non stare a scansionare tutto l'articolo. questa è una bella cosa.

http://www.cluster.eu/v2/themes/batty/

a chiosa del mio post una piccola/modesta riflessione: il materiale collezionato/generato dal nostro macrogruppo in questo mese è in continua crescita, ci sono molti stimoli, per un'area di cui, parere comune, si dice essere grande, nonchè varia nei suoi luoghi/episodi.
a rischio di essere superficiale, non è troppo e troppo dispersivo? si diceva oggi con Matteo, anch'egli membro del gruppo X (non ci ricordiamo chi siamo) che il tutto meriterebbe un tempo di ricerca e approfondimento notevole. già leggere tutto il materiale da noi postato richiede diverso tempo, e ne richiede di ulteriore il processo di analisi e poi di selezione.
urgesi dare un taglio (nel senso di "vedere" una direzione)(il "vedere" implica quindi anche il visuale, certo).

see you tomorrow.

giovedì 8 gennaio 2009

cityness



All’interno di “Urban Trans formation”, pubblicazione curata da Ilka ed Andreas Ruby che raccoglie gli atti di un convegno tenutosi a Shanghai nel 2007 dedicato al tema della “trasformazione urbana” si ritrova il contributo di Saskia Sassen, fra i docenti intervenuti, che pone l’attenzione sui limiti teorici dell’intero sistema di rappresentazione occidentale dei fenomeni urbani contemporanei.
Sassen parte dal principio che il termine “urbanity/urbanità” sia troppo caricato da ciò che la visione occidentale pone come premessa a quello che lo spazio pubblico è/o dovrebbe essere e che fa rilevare nelle agglomerazioni urbane sparse per il mondo la mancanza di peculiarità, qualità e senso in ciò che si pensa debba contenere l’idea di “urbanità”.
Viene introdotto quindi un nuovo termine, cityness, che “suggerisce la possibilità che ci siano tipologie di urbanità che non rientrano nella definizione teorica sviluppata in occidente” ma che colgono qualcosa che altrimenti andrebbe perduto poiché i molteplici elementi che definiscono un contesto urbano possono produrre molto di più della somma delle loro parti individuali, un surplus che apre definitivamente ad un concetto di urbanità esteso ad un’ampia casistica di esempi empirici.
In particolare Sassen pone l’attenzione sulla “intersezione delle differenze” ovvero sulla sovrapposizione di fenomeni apparentemente inconciliabili che in realtà portano alla formazione di nuove soggettività ed identità urbane; il Midtown di Manhattan durante il “lunchtime” ne è un esempio,poiché l’esperienza visiva dell’architettura neutrale, ingegneristica degli edifici direzionali è congiunta all’esperienza dell’odore di carne alla griglia dei venditori immigrati ambulanti; e questo inoltre non descrive necessariamente la contrapposizione di due mondi autonomi e distinti poiché anche i professionisti del Midtown usano servirsi del servizio take-away come i turisti o i subalterni. Questo nuovo carattere urbano, scaturito dall’incontro di due mondi differenti produce ciò che Sassen chiama Cityness e trova il suo svolgimento, temporaneo o prolungato, delimitato o esteso nello spazio pubblico che non è più la rappresentazione di ciò che dovrebbe essere ma di ciò che si dovrebbe fare; tale visione pone il problema non più e non solo in termini di forme urbane o di design ma di attività ed usi che possono essere anche non facilmente leggibili e che forse incrementano una generale percezione di disordine, caos ed inefficienza ma che tuttavia portano a registrare le trasformazioni, le dinamiche urbane in atto e a scoprire quindi, valorizzandolo, tutto il potenziale creativo che fra gli interstizi urbani viene accumulato.
Io penso che l’utilizzo di nuovi strumenti di analisi, l’adozione di un nuovo parametro di lettura dei fenomeni urbani un po’ più aderente alle stratificazioni di caos apparentemente senza senso della città contemporanea e ricollegate da Sassen nel concetto di cityness, possa indicare una strategia di metodo molto utile per il caso di Vicenza ed in particolare per l’area di Spina ovest, dove le “intersezioni di differenze”, basti pensare all’asse di Viale Milano, raggiungono un livello di visibilità quasi sorprendente.
Penso quindi che potrebbe valere la pena fare una mappatura di questi indicatori di cityness, provando a capire cosa si produce in termini di uso pubblico e come tali attività si riflettono nello spazio attorno.

Segnalo inoltre il lavoro di Charles Landry ed il suo studio sulla “città creativa”, sul suo sito sono disponibili alcuni downloads gratuiti fra cui “Culture & urban re generation” che allego nell’ftp